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Intervista a Zeman su 'TuttoSport'

Cronaca || 10/04/2009

ZEMAN
«Questa Juve mi piace di più.  Ma per avvicinare l’Inter ha bisogno di qualità. E Diego non è Nedved»
«Pavel è unico, un Pallone d’Oro del professionismo. Per me continua. Solo il Genoa gioca bene. Del Piero non è un fuoriclasse, Totti sì»

ZDENEK ZEMAN, domenica l’Inter ha messo la parola fine sullo scudetto? 
«I nerazzurri l’avevano già vinto in estate: erano i favoriti e sul campo si stanno dimostrando i più forti».

Quindi Mourinho ha lavorato bene. 
«Dal punto di vista calcistico non ha portato molto, l’Inter non gioca un gran calcio e la sua idea iniziale, il tridente, è fallita. Però è un bel personaggio... ».

A molti tifosi juventini Mourinho sta poco simpatico, un po’ come nel suo caso.
«E’ normale stare antipatici a chi non è pro Juve, ma succede la stessa cosa a chi non è pro Roma o pro Milan... Detto questo, io e José un po’ ci assomigliamo: diciamo sempre quello che pensiamo, anche se è scomodo. E al calcio italiano, spesso, ascoltare la verità non piace».

Si riferisce a quando accusava la Juventus di doping? 
«Dico solo che la storia del doping, come anche Calciopoli, non l’ho inventata io!». 

Ma dopo Calciopoli il suo giudizio sui bianconeri è migliorato?
«Questa Juve mi piace di più. Quest’anno, poi, la squadra sta disputando un gran campionato. Non ha la qualità dell’Inter, ma conserva la sua mentalità di sempre. Ranieri ha fatto benissimo, più di quello che mi aspettassi».

Cosa manca alla Juve per arrivare al pari dell’Inter? 
«Più qualità a centrocampo e in difesa ».

Per il centrocampo si parla con insistenza di Diego. Il brasiliano è l’uomo giusto? 
«Sta facendo bene da tempo, le qualità sono indiscutibili. Sarebbe un ottimo colpo, però non risolverebbe il problema dell’eredità di Nedved».

E per sostituire Nedved, lei che lo ha pure allenato, chi consiglierebbe? 
«Nessuno, Pavel non ha eguali. Tecnicamente c’è anche gente migliore, ma quello conta poco: Nedved è un Pallone d’Oro del professionismo ».

Secondo lei smetterà veramente a fine stagione? 
«Non lo so, ma quando succederà soffrirà molto: lui è nato e vive per giocare a calcio. Conoscendolo, però, potrebbe proseguire...».

Nedved è il Pallone d’Oro del professionismo. Il giocatore con maggior classe, invece? 
«Totti: gli ho visto fare cose strepitose. In Italia dopo Rivera e Baggio c’è Francesco».

Ha dimenticato Alessandro Del Piero? 
«Lui fa parte degli ottimi giocatori, non dei fuoriclasse».

Nessun club italiano nei quarti di Champions League: cosa non funziona? 
«In Italia si gioca male, le squadre cercano sempre di adattarsi all’avversario e non di imporre un proprio gioco. Inter, Juve e Roma hanno sbagliato il match d’andata, dove hanno cercato troppo di controllare. Nel ritorno hanno attaccato di più e va riconosciuto che sono andate molto vicino alla qualificazione».

Ma esiste qualche eccezione?
«Il Genoa. Va sempre in campo per imporre le proprie idee e non per adattarsi. Gasperini lavora bene e, se con una rosa così arriverà quarto, avrà compiuto un capolavoro».

Genoa quarto e Roma fuori dalla Champions? 
«La squadra di Spalletti ha deluso, non è riuscita a ripetere il campionato dello scorso anno. E mi fa ridere sentire che Totti può essere un problema: Francesco ha portato la squadra sulle spalle per 10 anni e lo può fare ancora per molto».

Il Milan ha sbagliato la campagna acquisti?
«Ha una rosa un po’ avanti con l’età, soprattutto in difesa aveva bisogno di rinnovarsi. Invece...».

Ancelotti è aziendalista, non si lamenta mai del mercato. Un pregio o un difetto? 
«Comunque non mi pare che la società gli passi della brutta gente... Detto questo, ormai gli allenatori non decidono più sugli acquisti, fanno tutto dirigenti e procuratori».

Preziosi e Zamparini sostengono che i procuratori siano il male del calcio. Lei è d’accordo? 
«Sì. Erano nati per aiutare i giocatori a non per sperperare i soldi. In realtà adesso i calciatori continuano a guadagnare parecchio. Molto, però, guadagnano anche i procuratori facendo cambiare il più possibile club ai propri assistiti».

Un altro grosso problema è quello dei giovani. Ha visto Macheda? A 17 anni subito in gol col Manchester United... 
«I talenti ci sono, ma in Italia si ha paura di rischiare, come sempre. E non parlate di giovani che vengono scippati dalle nostre giovanili. Le squadre Primavera italiane sono piene di stranieri: sono i nostri club i primi a “rubare” i giocatori all’estero... ».

Dunque, Mourinho con Santon ha avuto coraggio?
«Coraggio... o necessità. Comunque speriamo che il ragazzo prosegua su questa strada».

Adriano è l’opposto. Ha sentito l’ultima? 
«Non mi stupisco più, non è nuovo a questo genere di situazioni».

Rivedremo Zeman su una panchina di serie A?
«Ho tanta voglia di allenare. Ma credo mi vedrete solo all’estero».

Perché?
«Perché ormai in Italia è stato messo un veto su di me».

Si spieghi meglio.
«No, non vorrei aggiungere più nulla. Tanto chi sa ha già capito».

Sia sincero: se potesse tornare indietro, direbbe e farebbe le stesse cose?
«Senza dubbio. Non mi venderei mai, io... So di essere sempre stato dalla parte della ragione e mi sono sempre mosso solo per il bene del calcio italiano».

di Filippo Cornacchia da TuttoSport del 10 Aprile 2009.

 
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