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Notizie

30 Maggio 2000. A due anni di distanza dalla convocazione in Procura del grande accusatore, Zdenek Zeman, il pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello ha terminato il filone principale dell’inchiesta sulla somministrazione di farmaci ai giocatori.

Doping || 30/05/2000

DOPING: CHIUSA L'INCHISTA

da il Messaggero di Martedì 30 Maggio 2000

QUI TORINO

Juve e doping, chiusa l’inchiesta
La notifica di Guariniello ai tesserati. In dubbio il rinvio a giudizio


TORINO — A due anni di distanza dalla convocazione in Procura del grande accusatore, Zdenek Zeman, il pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello ha terminato il filone principale dell’inchiesta sulla somministrazione di farmaci ai giocatori. Lo ha fatto notificando un "Avviso di chiusura indagini" ad alcuni dei tesserati della Juventus che nei mesi scorsi erano stati iscritti nel registro degli indagati. Il provvedimento riguarda il medico sociale bianconero, Riccardo Agricola e quasi sicuramente l’amministratore delegato Antonio Giraudo, anche se i legali bianconeri su quest’ultimo nome non hanno voluto confermare. Per ora non risulta lo abbiano ricevuto Luciano Moggi e Roberto Bettega. Dopo le recenti riforme al Codice di procedura penale, la notifica dell’Avviso di chiusura è un passo indispensabile che il pm deve compiere prima di disporre, eventualmente, il rinvio a giudizio dell’indagato. I reati contestati da Guariniello dall’apertura dell’inchiesta vanno dalla ricettazione alla frode sportiva, dalla violazione della legge sui controlli anti-Aids a quella della legge sulla tutela dei lavoratori, per finire alle lesioni colpose di origine professionale.
L’inchiesta sulla somministrazione di farmaci ai giocatori e sui sistemi di allenamento ha coinvolto anche il Torino. Gli indagati sono il medico sociale Roberto Campini e gli ex vertici del club granata: Massimo Vidulich, Davide Palazzetti, Renato Bodi. Ai loro difensori, però non risultano arrivati analoghi "Avvisi di chiusura". Potrebbe dunque essere stato disposto uno stralcio. E’ questo in ogni caso il passaggi cruciale di un’inchiesta che dall’agosto del ’98 ha visto sfilare in Procura atleti, dirigenti e medici, uno spaccato impressionante del calcio e in generale dello sport italiano. E incidentalmente ha costretto alle dimissioni un presidente del Coni, Mario Pescante, in relazione alle gravi carenze nei test antidoping del laboratorio Acqua Acetosa.

G.B.