Maura Peripoli

" Sole e mare sono due elementi indispensabili per il mio buonumore" aveva dichiarato Zdenek Zeman in partenza per la Turchia. Era cominciata così l'esperienza turca del mister, il quale dopo aver dichiarato di "soffrire senza poter allenare, vedeva finalmente la possibilità di rientrare nel mondo del calcio abbinando anche la sua grande passione per il mare. La vista sul Bosforo offerta dalla sua casa era uno degli elementi essenziale per poter iniziare la giornata lavorativa con uno stato d'animo sereno. Come sia andata a finire lo sappiamo tutti, ma sappiamo anche che, per circostanze assolutamente fortuite, il mare sta diventando quasi una costante nell'attività calcistica del mister. La città di Napoli infatti, ha scelto Zeman come proprio allenatore per la prossima stagione calcistica nella speranza di poter riportare il calcio partenopeo a livelli competitivi. Subito si é scatenato un forte entusiasmo intorno al personaggio, che di entusiasmi per la verità ne ha scatenati non pochi fino ad oggi, e i tifosi napoletani, calorosi come pochi, hanno organizzato di tutto per accogliere nel modo più degno colui il quale avrà il difficile compito di riportare il calcio partenopeo a livelli competitivi. "Diventerà più famoso di Maradona" gridava una sua fan qualche giorno fa’. Ma come sarà possibile conciliare il carattere "focoso" dei tifosi del Napoli con la "calma e l'impassibilità" del mister? "I due poli opposti si attraggono" aveva dichiarato nella conferenza stampa di presentazione a Napoli qualche giorno fa’. Ma non é questa la vera spiegazione: il fatto vero é che dietro l'apparenza "distaccata" di un uomo che sembra non provare forti emozioni, é nascosto un lato del carattere che si emoziona, gioisce e soprattutto apprezza le tantissime dimostrazioni di affetto che, anche a distanza di tempo i suoi "veri" sostenitori non gli fanno mancare mai. Ecco svelato il mistero: il Napoli quest'anno avrà la soddisfazione che si merita perché oltre a giocare bene e divertire, potrà contare sicuramente su un allenatore che sarà tutto dalla loro parte, nel fine comune di poter regalare alla città di Napoli qualcosa di importante. Una città così, aveva bisogno di un allenatore così: quello che si può dire con assoluta certezza, interpretando il pensiero dei suoi fans romani che tante battaglie hanno combattuto con lui, é che non si può nascondere un po’ di invidia (in senso buono naturalmente) per tutti quei sostenitori partenopei i quali, andando allo stadio la domenica, non potranno far altro che veder aumentare la loro passione calcistica. Ricordiamo l'entusiasmo ai tempi dello scudetto di Maradona e sappiamo con certezza quanto il pubblico sosterrà" il nostro mister". Lo affidiamo ai napoletani quindi, nella speranza che "non dia troppo fastidio alle squadre di vertice" e che riesca a lavorare serenamente. Se poi unito a tutto questo ci sarà anche "lo zampino di S. Gennaro", allora l'opera sarà completa e noi, tifosi romanisti, saremo ben lieti di festeggiare con lui!

MAURA PERIPOLI
maura_peripoli@yahoo.it

"A volte ritornano" …… recita il titolo di un vecchio film. E’ vero a volte si ritorna indietro ma questo non significa che si è sconfitti. La pensa certamente così Zdenek Zeman al suo rientro in Italia. La camera con vista sul Bosforo, il mare blu, resteranno un piacevole ricordo per il tecnico boemo il quale pochi giorni fa si è dimesso dalla direzione del Fenerbache, squadra turca, attualmente IV in classifica. "Non posso stare senza il calcio" aveva dichiarato partendo da Roma per affrontare la nuova esperienza in Turchia. Era partito sereno e contento, lasciandosi alle spalle la delusione per il suo quantomeno "fulmineo" esonera e dando una scrollatina di spalle (lui sa farlo molto bene) a tutte le critiche piovutegli addosso. Andare via dall’Italia diventava un modo per "staccare la spina per un pò" con il mondo del calcio italiano che tanti problemi gli aveva creato nell’ultimo periodo. E allora quale occasione migliore per ricominciare da un’altra parte? In Turchia c’è il mare, un mare trasparente tanto amato dal mister e anche questo lo aveva invogliato ad andarsene "non mi piacciono i climi freddi e la nebbia, amo il sole e il mare" ci aveva confidato un giorno. Quindi era tutto perfetto per la nuova avventura! Ma il tecnico non aveva fatto i conti con un proverbio tanto famoso quanto vero come sono d’altronde tutti i proverbi "tutto il mondo è paese". E sì, è proprio vero! Dovunque vai, anche all’altro capo del mondo, le situazioni si ripetono: anche in Turchia esistono squadre "più simpatiche" di altre, anche lì gli arbitri "vedono troppo" o "vedono troppo poco", anche lì i giocatori non hanno atteggiamenti da veri e propri "lord" inglesi. Allora che fare? Tanto vale raccogliere "baracca e burattini" (tanto per rimanere in tema di proverbi) e tornarsene a casa. Non è un atteggiamento proprio di Zeman quello di dare le dimissioni ma chi lo conosce un po’, sa benissimo che il tecnico deve aver incontrato non pochi problemi per decidere spontaneamente di andarsene. "Ho preso un impegno con la squadra e con il Presidente ed intendo portarlo fino in fondo" dichiarava in proposito. Questa volta evidentemente non ce l’ha fatta. La pressione di un ambiente ostile deve aver avuto il sopravvento sui suoi intoccabili principi. "Non sono riuscito a spiegarmi quindi lascio". E ora? Ora eccolo qua, di nuovo a Roma, con la sua aria apparentemente distaccata e con lo sguardo impenetrabile come sempre. Molti amici sicuramente gioiranno nel rivederlo qui, ma molti altri, sono lì pronti ad attaccarlo di nuovo e a creare un clima polemico intorno a lui. Tanto Zeman anche se respira fa notizia, questo si sa. La notizia invece che noi gli auguriamo di fare è quella di trovare finalmente una squadra adeguata che gli permetta di poter esprimere quel calcio da lui tanto predicato e quei valori nei quali ha dimostrato di credere fino in fondo e che gli sono costati non poco! Riparta quindi da qui caro mister e "in bocca al lupo"!

MAURA PERIPOLI
maura_peripoli@yahoo.it

Questa pagina é dedicata a tutti coloro i quali pensano che:

- Zeman sia antipatico e presuntuoso
- Il modulo di Zeman non sia vincente
- Zeman non sappia "leggere" la partita
- Zeman non voglia i campioni
- Zeman non abbia rapporto umano con i suoi giocatori
- Zeman sia freddo e non si emozioni
- Zeman non sia un bravo tecnico
- Zeman abbia sbagliato a parlare di doping


"Grande Zeman" c'é scritto sul muro della casa dove lui abita. A dimostrazione del fatto che, nonostante tutto, Zeman é Zeman e molti sono i suoi sostenitori. Nel bene e nel male un personaggio come lui non passa inosservato o si odia o si ama, non ci sono mezze misure. Come tutti i grandi personaggi lui sembra quasi non rendersi conto (o fà finta?) di suscitare emozioni forti e forte del suo "self control" non si preoccupa più di tanto del clamore che si fà intorno alla sua persona. Diceva un tifoso della Lazio "Zeman ci ha fatto perdere delle partite assurde, già vinte, ci ha fatto fare una bruttissima figura facendoci uscire dalla Coppa Uefa con l'incredibile sconfitta a Tenerife......."Verissimo, il tifoso biancoazzurro ha ragione, anche con la Roma Zeman ha perso delle partite incredibili (vogliamo parlare dei 4 derby della stagione 97/98?) ma cosa hanno vinto a Roma i vari Ottavio Bianchi, Carlo Mazzone, Carlos Bianchi ecc....? Nelle cinque stagioni in cui Zeman ha allenato a Roma (tre con la Lazio e due con la Roma) non é mai andato al di sotto del quinto posto, risultato accettabile nonostante tutto. Sicuramente si poteva fare di più, ma perché non é stata data la possibilità al tecnico di allenare 11 campioni? Si poteva tentare e vedere: a quel punto in caso di mancato successo si sarebbe potuto dire che il modulo di Zeman non é adeguato, in questo modo rimarremo sempre con il dubbio e non saprenmo mai se un gioco spettacolare e spregiudicato potrebbe andare di pari passo con il raggiungimento di grandi traguardi. Chi ha detto che Zeman non vuole i campioni? Pensate davvero che si sarebbe tirato indietro di fronte all'acquisto di un Rivaldo o di un Seedorf? Chi può pensare veramente che i suoi giocatori gli remino contro dal momento che é riuscito a far andare in Nazionale Tommasi, Di Francesco, Del Vecchio, giocatori sicuramente bravi ma non veri e propri fuoriclasse? Campioni quali Signori, Totti e Di Biagio non devono forse un pò anche a lui la gloria che hanno acquisito negli ultimi anni? Se Cafù non ha più lo sprint di prima se Aldair perde colpi non sarà anche da attribuire alla loro non più giovanissima età? Zeman non ha forse tentato di cambiare qualcosa, lui che non sa leggere le partite, facendo giocare ad esempio Gautieri un pò più arretrato (anche se non lo ammetterà mai) in alcune partite quali Roma Lazio e Perugia Roma dando un pò più di copertura alla squadra? Non lo abbiamo visto forse tutti alzarsi di scatto dalla panchina e gettare la sigaretta a terra al terzo gol di Totti nel derby di ritorno della Roma, lui che non ha apparentemente emozioni? E chi all'infuori di lui avrebbe avuto il coraggio di denunciare una situazione vera e scontata quale quella del doping, sollevando un autentico polverone, facendo saltare poltrone importanti, inimicandosi gran parte dell'Italia a favore dello sport "puro" quello fatto di sacrifici in palestra, di allenamenti duri, esente da farmaci? "Avrebbe fatto meglio a stare zitto" dice l'opinione pubblica: sicuramente, così facendo avrebbe avuto una vita professionale più facile, avrebbe avuto meno nemici, avrebbe avuto forse più considerazione ad alti livelli, ma non sarebbe lui il personaggio che molti amano proprio perché così, schietto fino ad irritare, sicuro e deciso fino a risultatre antipatico, taciturno e incomprensibile a volte nelle sue dichiarazioni che sapevano più di sentenze che di interviste, ma che per due anni alla Roma ci ha fatto emozionare ed arrabbiare per delle partite irripetibili. Alla fine poi con la sua proverbiale calma disarmante ha messo tutti d'accordo, scettici e meno scettici su un punto comune: al di là di tutto non gli si può negare il carisma che esercita sulla gente che può essere o meno dalla sua parte ma che deve ammettere nonostante tutto che allo stadio con lui non si é mai annoiata, che ha visto un calcio poco concreto ma divertente, che non ha vinto Scudetti e Coppe ma per questo non nega a Zeman la propria stima anche se fà fatica ad ammetterlo. Zeman rimane comunque il grande personaggio che é, con i suoi pregi e i suoi difetti, un amante del calcio vero che non ha mai tradito i suoi "principi filosofici" nei quali ha dimostrato di credere fino in fondo e contro tutti. Per questo ed altro noi gli auguriamo di poter vincere qualcosa di importante in futuro: in bocca al lupo mister!

MAURA PERIPOLI
maura_peripoli@yahoo.it